Scopri la Val Tidone

Colline e vigneti, castelli e antichi borghi, i piatti della cucina piacentina e i gradevoli paesaggi fanno della Val Tidone la meta ideale per un week end fuori porta

val-tidone

La Val Tidone è un territorio di confine, limite occidentale della provincia di Piacenza e dell’Emilia Romagna che tocca l’Oltrepo’ Pavese e in alcuni punti il Piemonte. Dalla pianura delimitata dal Po si arriva agli Appennini attraverso un susseguirsi di dolci colline verdeggianti che disegnano gradevoli paesaggi di campi, boschi e vigneti. Ed è proprio qui che ci troviamo noi: a Vicobarone, nel comune di Ziano Piacentino. Da Milano alla cima del Monte Penice si percorre tutta la Val Tidone con la ex statale 412.

Se venite a trovarci in cantina la vostra giornata può continuare tra le visite ai castelli e agli affascinanti borghi, a piccoli ma interessanti musei e siti archeologici, ma soprattutto godere del paesaggio, passeggiare tra boschi e vigneti, fare escursioni a cavallo e in mountain bike, ascoltare buona musica. Ultimo ma non ultimo l’ottima cucina piacentina da abbinare ai nostri vini!

Qui alcune idee per il vostro week end o la vostra giornata in Val Tidone.

I castelli in Val Tidone e Luretta

La Rocca d’Olgisio: si trova in comune di Pianello Val Tidone e da uno sperone roccioso domina tutta la vallata. Vale la pena una visita anche per il paesaggio circostante: davvero impressionante. E’ possibile accedere per visite guidate.

Castello e Rocca di Agazzano: la Rocca è accessibile attraverso un rivellino, si affaccia su un cortile di grande fascino, dal quale con due rampe opposte di scale si accede al loggiato. Circondata da un giardino sorto sull’antico fossato, ha pianta rettangolare con torri rotonde, alte quanto le cortine murarie. L’adiacente castello, riadattato alla fine del ’700 in tranquilla residenza nobiliare, è arredato con mobili d’epoca e custodisce eleganti affreschi. E’ possibile accedere per visite guidate.

Piacevoli da vedere (ma solo esternamente) i castelli e le case fortificate: il castello di Castelnuovo, il castello di Seminò, la dimora seicentesca di Montalbo ricavata dal preesistente castello duecentesco. In Val Luretta potete scorgere il Castello della Boffalora, il Castello della Bastardina, il Castello di Rezzanello, Castello di Momeliano.

I musei e la storia

Museo della Civiltà Contadina (Via Creta n.17, Vicobarone): mostra permanente di vecchi attrezzi e oggetti legati al lavoro e alla vita quotidiana, di quando il mondo andava più adagio, e la fatica umana ed animale era alla base della produzione di cibo e quindi della sopravvivenza. Ingresso gratuito.

Museo Archeologico della Val Tidone (Piazza Umberto 1° – Pianello): raccoglie il materiale di interesse storico rinvenuto nel bacino della Val Tidone e offre un quadro della storia e delle dinamiche del popolamento antico dell’area, dalla preistoria all’età romana. Sono presenti fossili, che illustrano le fasi di formazione della pianura padana, reperti che documentano la presenza umana in Val Tidone in epoca preistorica e protostorica (dal V millennio a.C. al – II/I secolo a.C.). Da segnalare i reperti della Piana di San Martino, in prevalenza manufatti ceramici, che testimoniano la vita di un insediamento sviluppatosi in particolare nel corso del I millennio a.C.

Museo della Civiltà della Macinazione: Il museo si trova nel Mulino del Lentino, è anche sede del centro di accoglienza della Strada dei Mulini; la sua pala è ancora in movimento; il mulino restaurato, offre al visitatore la possibilità di osservare un’esposizione di attrezzi antichi.

Borghi e altri punti di interesse

Nibbiano e Caminata: proseguendo lungo la statale 412 verso il monte Penice incontrate questi due borghi dal centro storico ancora molto ben conservato. Piacevole passeggiare attraverso le stradine (fresche anche in estate) e fermarsi per un caffè nelle piazzette.

La Diga del Molato: terminata nel 1928 la grandiosa diga ad archi multipli e speroni, interamente in calcestruzzo armato, è alta 55 metri sul piano di fondazione e lunga 180 metri sul fronte e 322 metri comprese le strutture laterali. Essa ha dato vita al bacino artificiale detto Lago di Trebecco, dove è possibile praticare il tiro al piattello.